LECCE – Rigenerazione Ex Galateo

vista 3d
luogo
Lecce
Progetto
LECCE – Rigenerazione Ex Galateo
Anno
2020
Tipologia
20.05 - Edificio residenziale
committente
Comune di Lecce
team

Arch. Mauro Sàito, Arch. Mariella Giordano

consulenti

Assunta D’Innocenzo, Giandomenico Amendola, Ing. Francesco Fiorito, Ing. Antonello Pagliuca, Ing. Tatiana Piludu, Arch. Giuliano Pugliese, Ing. Corrado Vizzarri, Studio Vitone e Associati, Fondazione Dioguardi

stato
Concorso di progettazione
Descrizione

Il Concorso per la rigenerazione dello ex Galateo, organizzato prima della pandemia COVID-19, ci ha consentito di analizzare quanto l’assistenza sanitaria sia stato un tema stimolante per l’edilizia moderna. Considerando il ruolo originario del Sanatorio Antitubercolare nella politica di welfare, il progetto di un suo riuso a fini residenziali ha inteso confrontarsi con le sfide future, guidate dai profondi cambiamenti demografici e dai più recenti sviluppi della sociologia, dell’architettura e della tecnologia, prevedendo un ruolo urbano chiave dell’edificio nel garantire un nuovo modo di abitare, sostenibile ed innovativo. Nel 1932, la finalità terapeutica dell’edificio sanitario rappresentava una garanzia di civiltà e il suo inserimento in un parco di conifere costituiva un fattore ambientale fondamentale, che consentiva ai pazienti e all’edificio di “respirare”. A quasi un secolo di distanza, il Cohousing Galateo può conservare una duplice matrice, insieme ambientale e terapeutica, che guarda con creatività agli odierni stili di vita e ai processi che accompagnano l’invecchiamento. Un obiettivo che intreccia, senza soluzione di continuità, l’abitazione contemporanea, destinata ad un’utenza articolata e pronta a sperimentare rinnovate forme di condivisione e socialità, con la “abitazione assistita”, destinata a persone svantaggiate, ma desiderose di vivere la propria vita in piena autonomia. Elemento connettore, un ricco sistema di servizi di prossimità, disponibili nell’edificio ed aperti alla città, che qualifica la vita di entrambe le soluzioni abitative, grazie alla “porosità” dell’impianto tipologico originario del complesso, pronto ad essere riconvertito in un nuovo modello di Habitat orientato alle rinnovate esigenze attuali di mixitè urbana.